giovedì 30 marzo 2017

RecuperiamOli, altrimenti siamo fritti


Gli oli vegetali sono quelli che utilizziamo tutti i giorni in cucina: nella scatoletta di tonno, per friggere, per conservare gli alimenti, ecc... Capita ai più di smaltirli in maniera non corretta: bisognerebbe raccoglierli in contenitori da depositare all'ecocentro, ma vengono gettati nel lavandino ignorando i costi generati per la collettività e gli effetti inquinanti per l'ambiente. Senza parlare delle ricadute positive sul territorio, anche occupazionali, che si potrebbero ottenere raccogliendo e rivendendo il prodotto che ha un valore di mercato di circa 500/600 euro a tonnellata: almeno 600.000 euro di ricavi all'anno gettati nei lavandini della Provincia di Asti e 450.000 euro di costi per depurare gli scarichi.

Fin qui ci siamo? Ora seguitemi...

Anni fa accadevano tre cose attualmente inimmaginabili: l'inquinamento era inferiore, le nostre nonne raccoglievano proprio quegli oli per farne sapone e le scuole avevano i soldi per acquistare il sapone lavamani. Rispetto a un tempo, oggi l'inquinamento è superiore, tutti gli alunni delle scuole astigiane portano il sapone da casa e nessun cittadino raccoglie più olio esausto per farne sapone.

Sareste disposti, invece, a impegnarvi nella raccolta di questi oli per una nobile causa? Ci sono diversi esempi analoghi: pensiamo alla raccolta dei tappi di plastica e di sughero per sostenere questo o quel progetto di solidarietà. Cosa pensereste se vi dicessi, per esempio, che in cambio del vostro sforzo si potrebbe valutare la possibilità di rifornire gratuitamente tutte le scuole astigiane del sapone per le mani?

Nel 2014, inviando l'e-mail sotto riportata, proponevo di pensare alla raccolta strutturata dell'olio vegetale esausto. A parte i soliti detrattori  e benaltristi, l'ASP dimostrò interesse ma da allora nessuna iniziativa è stata messa in campo.

Oggi ci riprovo...

Visitando domenica scorsa il Treno Verde di Legambiente, ho appreso che l'intera provincia di Cuneo (poi ci lamentiamo che là sono sempre avanti, eh?) effettua già la raccolta differenziata degli oli vegetali esausti, prodotti dai Cittadini e dalle attività Commerciali, grazie a una giovane azienda che si sta rapidamente espandendo, anche in termini occupazionali, a un tiro di schioppo da Asti (guarda caso nell'albese, eh?). Prefiggendosi di trasformare il rifiuto in una risorsa, con l'ausilio dell'università di Torino sta producendo sapone grazie all'olio recuperato. Alla mia domanda: "quanto costerebbe al Comune e alla Provincia di Asti organizzare una raccolta di questo tipo?", la risposta è stata la parola magica che ogni amministratore vorrebbe sentirsi dire: "zero, pensiamo a tutto noi: pubblicità, cassonetti, raccolta, trattamento, educazione scolastica, ecc...".

Vediamo se almeno la parolina magica riuscirà questa volta a smuovere "la volontà" degli amministratori di Enti e partecipate astigiane o se riusciranno nuovamente a tarpare le ali di chi fa del semplice buonsenso la propria missione ambientale e imprenditoriale... Per esempio com'è già successo con la messa al bando degli ecocompattatori per le bottiglie di plastica. Ma questa è una storia che vi racconterò un'altra volta...

Il Consigliere comunale #unitisipuò
Clemente Elis Aceto

       


Gentili Assessore all'Ambiente, Presidente ASP, Presidente Commissione Ambiente,

nell'ottica di incrementare la raccolta differenziata, accanto a una rinnovata comunicazione sulla stessa di cui si sta discutendo, non sarebbe possibile valutare, come fanno altri Comuni italiani, l'installazione di cassonetti (o il porta a porta) per la raccolta degli oli vegetali? Questi risultano particolarmente pericolosi per l'ambiente (intasamento delle reti fognarie con i conseguenti costi di manutenzione, maggior costo per la depurazione delle acque a carico dei cittadini, inquinamento delle falde, inquinamento delle acque superficiali con danni all'ecosistema, alla flora e alla fauna) ma anche una fonte di risparmio energetico perché è possibile, dopo corretti processi di rigenerazione, un suo riutilizzo industriale o per la produzione di biocarburante.

Tale raccolta aiuterebbe anche il Comune di Asti, aderente ad Horizon 2020, al raggiungimento degli obiettivi fissati dalle UE per il 2020...

Perchè non fare di ASP un'azienda incaricata C.O.N.O.E. (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento Oli vegetali e grassi animali) di raccolta piemontese? Un recupero efficiente trasforma un costo ambientale ed economico in una risorsa con sviluppo delle attività industriali, artigianali, logistiche e commerciali importanti anche per creare lavoro e occupazione.

In Italia vengono, ogni anno, immessi al consumo (direttamente come olio alimentare o perché presente in altri alimenti) 1.400.000.000 di chili (1.400.000 ton)  di olio vegetale per un consumo medio pro capite di circa 25 Kg. annui  (fonte Ministero della Sanità). Di questa quantità si stima un residuo non utilizzato pari a circa il 20%. Ci troviamo quindi di fronte ad oltre 280 milioni di chili (280 mila ton.) di olio vegetale usato, circa 5 Kg. a testa, che ogni anno “restituiamo” all’ambiente, in gran parte sotto forma di residuo di fritture e quindi “ricco” di sostanze inquinanti.
Consideriamo che il Valore medio di Mercato del rifiuto si aggira attorno a 500/600 euro a tonnellata.